The Herbaliser – Same As It Never Was
Se ci si documenta un po’, si scopre che il titolo di quest’album in realtà riassume un po’ la nuova situazione degli Herbaliser. Stilando un breve elenco, eccovi un assaggio delle novità: fine della relazione con la Ninja Tune per passare a un’etichetta tedesca (perché?!), aumento della formazione, oltre a Ollie e Jake infatti da quest’anno sono membri ufficiali anche Andy Ross, Ralph Lamb (fiati) e Jessica Darling (voce), meno spazio all’Hip-Hop e all’Elettronica, più al Soul e al Funk. Come tanti (?), sono una di quelli che appena legge sul profilo di un CD o di un vinile la scritta ZEN, compra a scatola chiusa; quando ho visto il video di “Can’t Help This Feeling” in TV e ho sentito il singolo in radio, però, sono andata immediatamente a controllare che fine avessero fatto i miei Herba dopo “Take London”. E così questo osannatissimo “Same As It Never Was” mi è capitato fra le mani.
Mah. Questo è stato il primo commento dopo una decina di ascolti. Un mah dubbioso, intendiamoci, non disgustato. Ciò che di questo disco mi entusiasma molto è l’integrazione del turntablism agli strumenti dal vivo, che di per sé non è una grossa novità…ma dipende da chi sta ai piatti e chi agli strumenti. Molto spesso i produttori Hip-Hop prendono manciate di musicisti a caso e li rinchiudono in uno studio: qualche suono uscirà! Qui, tanto per fare un nome, al basso si sono presi Pino Palladino e così a naso credo che non sia stata una scelta casuale – se il nome vi è nuovo lo apprezzerete comunque sentendolo, in generale il basso suonato è uno dei suoni più belli che in una produzione possano esserci, se in più il bassista è uno dei migliori in Europa, capite anche voi che la qualità sarà di un certo livello. Le tracce che non prevedono cantanti tendono parecchio a tutti quei generi che stanno alle radici dell’Hip-Hop, quindi Soul, Funk, Jazz… In futuro questo album verrà forse riscoperto da qualche digger che campionerà gli Herbaliser credendoli un gruppo anni ’70 sconosciuto.
Ad ogni modo, solo un terzo del progetto è dedicato alla parte strumentale, una frazione ancora più piccola agli mc’s e le rimanenti cinque tracce alla misteriosa Jessica Darling, di cui parleremo poi. La microparte che Wherry e Teeba assegnano al Rap è affidata a More Or Les, Yungun e, ovviamente WhatWhat? aka Jean Grae. Dati i pettegolezzi secondo cui Jean avrebbe in programma di ritirarsi dalle scene, questa primavera in tanti avevano sospettato che la primadonna Herbaliser sarebbe diventata proprio lei, vista la lunga amicizia coi due; purtroppo no, sarebbe stato interessante ma qui si limita a offrirci una traccia sola in cui si cimenta nello storytelling in maniera per di più caotica. Bella invece “Just Won’t Stop” con Yungun: se “Same As It Never Was” avesse mantenuto questo livello di Rap e le strumentali che già ci sono, avrebbe ottenuto un successo europeo non indifferente.
Ma veniamo finalmente a la bionda del video, Jessica Darling, classe ’86, londinese, pallida come un lenzuolo, pronta a esplodere come dinamite. Jessica non dimostra la sua giovane età né nell’aspetto fisico né nella voce, molto carica, impostata e matura, non ci si stupirebbe se un domani la sua carriera artistica dovesse avere una svolta nel Blues piuttosto che nel Pop. La ragazza dà quel tipo di energia che ti fa venir voglia di saper cantare bene e ti riduce a cantare sottovoce tutte le sue canzoni; mentre lei riesce bene a entrare in sintonia con la band, sfugge invece la correlazione con lo sperimentalismo di Teeba e Wherry. Entrambe le parti hanno un indiscusso talento musicale, ma è difficile immaginare quale potrebbe essere il loro futuro assieme. Ciò che caratterizza da sempre gli Herbaliser è infatti il saldo ancoraggio stilistico/musicale all’ambiente underground europeo da cui provengono, attaccamento che hanno sempre mantenuto nonostante il successo. Affacciarsi ad altre realtà musicali è un segno evolutivo della formazione, sarebbe però un peccato perdere lo stile che la particolarizza. Ecco, il mah stava forse a significare questo: non ci sentiamo di criticare tutte le novità di “Same As…”, ma siamo sicuri ne sia valsa la pena?
Tracklist
The Herbaliser – Same As It Never Was (Studio !K7 2008)
- Same As It Never Was
- On Your Knees [Feat. Jessica Darling]
- Just Won’t Stop [Feat. Yungun aka Essa]
- The Next Spot
- Can’t Help This Feeling [Feat. Jessica Darling]
- Amores Bongo
- Street Karma (Cautionary Tale) [Feat. Jean Grae]
- You’re Not All That [Feat. Jessica Darling]
- Blackwater Drive
- Game Set & Match [Feat. More Or Les]
- Clap Your Hands [Feat. Jessica Darling]
- Stranded On Earth [Feat. Jessica Darling]
Beatz
All tracks produced by Jake Wherry and Ollie Teeba
Scratch
All scratches by Ollie Teeba
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